Famiglia

Foto di famiglia con bambini piccoli: non devono stare fermi per avere belle fotografie

· 21 ottobre 2026 · 5 min di lettura

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Una delle frasi che mi sento dire più spesso prima di un servizio fotografico di famiglia è: “Te lo dico subito, mio figlio non starà mai fermo”.

E la mia risposta è quasi sempre la stessa: va benissimo così.

Quando si pensa a uno shooting fotografico con bambini piccoli, spesso ci si immagina di doverli convincere a stare seduti, guardare la macchina fotografica e sorridere al momento giusto. Ma non è questo che cerco durante le mie sessioni di famiglia.

I bambini si muovono, si distraggono, corrono, giocano, cambiano idea in pochi secondi. Fa parte di loro e, soprattutto, fa parte dell’età che state cercando di ricordare.

Per fare belle foto di famiglia i bambini non devono stare fermi

Durante un servizio fotografico con bambini non mi aspetto che si comportino come piccoli modelli.

Anzi, spesso le fotografie che preferisco nascono proprio quando smettiamo di chiedere loro di fare qualcosa.

Un bambino che corre verso mamma, che si nasconde dietro papà, che abbraccia un fratello all’improvviso o che scoppia a ridere per qualcosa che noi adulti nemmeno abbiamo notato può regalare immagini molto più vere di una fotografia perfettamente costruita.

Naturalmente durante lo shooting vi guiderò e ci saranno anche momenti più tranquilli, ma non voglio passare tutto il servizio a ripetere “guarda qui” o “sorridi”.

Voglio che i bambini possano essere bambini.

Bambina in tutina azzurra che sorride in piedi, fra i fiori secchi

“E se non vuole fare le foto?”

Può succedere.

Soprattutto quando sono piccoli, ci sono giorni in cui hanno bisogno di più tempo per prendere confidenza con un posto nuovo o con una persona che non conoscono.

Per questo non inizio uno shooting fotografico di famiglia aspettandomi subito il sorriso perfetto.

Possiamo parlare, giocare, esplorare lo studio o lo spazio all’aperto e lasciare che il bambino si ambienti.

A volte bastano cinque minuti, altre volte ne servono un po’ di più.

Non c’è fretta.

La cosa peggiore, secondo me, sarebbe trasformare le fotografie in un obbligo. Se un bambino sente continuamente “dai, fai il bravo”, “guarda la fotografa”, “sorridi”, è molto più facile che si stanchi e perda completamente la voglia di partecipare.

Mamma che abbraccia la bambina seduta accanto a lei

Il gioco fa parte dello shooting

Quando fotografo una famiglia con bambini piccoli, cerco sempre di creare situazioni in cui possano succedere cose spontanee.

Possiamo camminare, giocare, fare una gara, abbracciarsi, fare il solletico o semplicemente stare vicini.

Non significa che tutto venga lasciato al caso. Io continuo a osservare la luce, le posizioni e quello che succede, ma cerco di farlo senza far percepire ai bambini che devono “fare le foto”.

Ed è proprio lì che spesso arrivano le immagini più belle.

Bambina di profilo che guarda in alto, nella luce dello studio

Le foto di famiglia non devono essere tutte con lo sguardo in camera

Amo anche la classica fotografia in cui siete tutti insieme e guardate verso l’obiettivo. È importante averla.

Ma non credo che un intero servizio fotografico di famiglia con bambini debba essere costruito soltanto in quel modo.

Voglio fotografare anche come vi guardate, come vostro figlio si appoggia a voi, come lo prendete in braccio, come gioca con un fratello e quelle piccole dinamiche che appartengono soltanto alla vostra famiglia.

Tra qualche anno, probabilmente, saranno proprio quelle immagini a farvi ricordare davvero com’era quella fase.

Bambina che ride e alza un gioco sopra la testa

E se ci sono fratelli?

Con più bambini l’imprevedibilità aumenta, ovviamente.

Ma aumenta anche la possibilità di raccontare il loro rapporto.

Non mi interessa che due fratelli stiano seduti perfettamente vicini per tutto il tempo. Magari si abbracciano per tre secondi e subito dopo iniziano a rincorrersi.

Quei tre secondi possono essere più che sufficienti.

Durante le foto di famiglia con fratelli, cerco sempre di alternare immagini tutti insieme, fotografie dei bambini tra loro e momenti singoli, senza pretendere che mantengano l’attenzione troppo a lungo.

Ritratto in bianco e nero della bambina che corre verso l'obiettivo

Studio o esterna con bambini piccoli?

Entrambe le possibilità funzionano.

In studio abbiamo un ambiente raccolto, più controllato e senza distrazioni esterne. Per alcuni bambini è perfetto, soprattutto se hanno bisogno di un po’ di tempo per prendere confidenza con lo spazio.

Durante uno shooting di famiglia in esterna, invece, c’è più libertà di movimento. I bambini possono correre, camminare e giocare e il paesaggio diventa parte del racconto.

Non esiste una soluzione migliore in assoluto. Dipende dalla famiglia, dal periodo dell’anno e dal tipo di fotografie che desiderate.

Virginia a terra con la macchina fotografica, che riprende un bambino mentre gioca

I genitori non devono preoccuparsi di “farli comportare bene”

Questa è forse la cosa più importante.

Durante lo shooting non dovete occuparvi voi di far stare fermi i bambini o controllare continuamente quello che fanno.

Più siete tranquilli voi, più sarà semplice anche per loro vivere il servizio come qualcosa di piacevole.

Se in quel momento vostro figlio ha bisogno di una coccola, facciamola. Se vuole stare in braccio, fotografiamolo in braccio. Se ha voglia di correre, troviamo un modo per trasformare quella corsa in una fotografia.

Non dobbiamo combattere contro il modo in cui è fatto vostro figlio per ottenere una bella immagine.

Possiamo semplicemente partire da lì.

Le fotografie più importanti spesso sono quelle meno perfette

Quando riguarderete queste immagini tra qualche anno, probabilmente non penserete: “Peccato, in questa fotografia non stava guardando l’obiettivo”.

Vedrete quanto era piccolo, il modo in cui rideva, come si aggrappava alla vostra mano o come correva verso di voi.

È per questo che durante un servizio fotografico di famiglia a Firenze cerco sempre di lasciare spazio anche all’imprevisto.

Perché una fotografia perfetta può essere bellissima.

Ma una fotografia in cui riconoscete davvero vostro figlio, secondo me, vale ancora di più.

Virginia Niccolucci
Fotografa di famiglia, maternity e bambini a Firenze

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