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Cosa mi ha insegnato fotografare famiglie

· 28 ottobre 2026 · 5 min di lettura

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Oggi è il mio compleanno e, invece di soffermarmi sul numero degli anni (dettaglio che possiamo tranquillamente lasciare in secondo piano), mi sono ritrovata a pensare a quanti anni sono passati da quando ho iniziato a fotografare.

Fotografo dal 2012 e, se penso alla Virginia di allora, mi sembra quasi un’altra persona. Sono cambiate tante cose: il modo di lavorare, la tecnica, il mio studio, il tipo di fotografie che cerco. E ovviamente sono cambiata anch’io.

Continuo a perdermi nei dettagli

Una cosa però è rimasta praticamente identica: continuo a perdermi nei dettagli.

Mi perdo in uno sguardo tra due persone, in una mano piccolissima stretta intorno a un dito, in un bambino che cerca la mamma senza nemmeno accorgersene, in due fratelli che litigano per cinque minuti e un secondo dopo si abbracciano. Sono ancora queste le cose che mi fanno alzare la macchina fotografica.

La fotografia perfetta e la fotografia importante

Negli anni ho capito che la fotografia perfetta e la fotografia importante non sono sempre la stessa cosa. Una foto può essere tecnicamente bellissima, precisa, ordinata, e magari non essere quella che una famiglia amerà di più. A volte l’immagine che resta davvero è quella in cui riconosci un gesto che tuo figlio faceva sempre, un’espressione particolare, un modo di stare in braccio o di ridere che qualche anno dopo è già cambiato.

Credo che sia proprio questo ad aver cambiato tanto il mio modo di lavorare come fotografa di famiglia a Firenze. Continuo a cercare la luce giusta, a guidare quando serve e a curare tutti quei dettagli che fanno parte del mio lavoro, ma cerco molto di più di lasciare spazio a quello che succede davvero.

Poi sono diventata mamma

Poi sono diventata mamma e, inevitabilmente, il mio modo di guardare le fotografie è cambiato ancora.

Virginia che fotografa un neonato nel set di Natale

Da genitore ti accorgi di quanto velocemente spariscano certe fasi. Ci sono momenti che mentre li vivi sembrano infiniti e poi, da un giorno all’altro, ti rendi conto che non succedono più. Un modo di parlare, una mano che cerca sempre la tua, un bambino che vuole essere preso in braccio, una faccia che fa solo in quel periodo.

Ed è lì che ho iniziato a sentire ancora di più il valore delle fotografie semplici.

Non soltanto quelle dei compleanni, delle feste o dei grandi eventi, ma anche quelle che raccontano la normalità. Il modo in cui una famiglia sta insieme in un determinato momento. Ed è qualcosa che cerco sempre anche nei miei servizi fotografici di famiglia.

Vedere tornare le stesse famiglie negli anni

Una delle parti più belle del mio lavoro è vedere tornare le stesse famiglie negli anni.

Magari ci conosciamo durante un servizio fotografico maternity, quando tutto è ancora attesa. Poi arriva il newborn, con quei primi giorni in cui il mondo sembra improvvisamente ruotare intorno a una persona minuscola. Poi il primo compleanno, lo Smash Cake, una sessione di famiglia, magari un Natale.

E nel frattempo quel neonato che ricordavo piccolissimo entra nello studio correndo.

È una sensazione stranissima e bellissima.

Fotografia in bianco e nero di una mamma con il suo bambino, in studio

Credo che sia proprio lì che mi rendo conto davvero di cosa significhi fotografare una famiglia nel tempo. Non sono servizi separati. Sono pezzi della stessa storia.

I bambini non devono “fare i bravi”

In tutti questi anni ho imparato anche che i bambini non devono “fare i bravi” per avere delle belle fotografie.

Non devono stare fermi, non devono sorridere a comando, non devono essere diversi da come sono.

Possono arrivare timidi, correre per tutto lo studio, avere bisogno di stare in braccio, decidere che quel giorno non hanno nessuna intenzione di guardarmi oppure cambiare idea ogni trenta secondi.

E va bene così.

Anzi, molte volte sono proprio quei momenti imprevedibili a diventare i più belli.

Con il tempo ho imparato ad aspettare di più, a osservare, a cambiare idea velocemente e a non avere bisogno che tutto vada esattamente come lo avevo immaginato. Perché ogni bambino è diverso e ogni famiglia ha il proprio modo di stare insieme.

Virginia in piedi in un cortile di Firenze, con due obiettivi in mano

Continuo a emozionarmi per cose piccolissime

Dopo tanti anni continuo comunque ad emozionarmi per cose piccolissime.

Continuo a guardare i piedini di un neonato e a pensare che siano incredibilmente piccoli. Continuo ad amare il momento in cui un fratellino si avvicina alla pancia della mamma. Continuo a ridere quando durante uno Smash Cake un bambino guarda la torta con una faccia che sembra dire: “E adesso cosa dovrei farci?”.

E continuo ad amare quelle fotografie in cui apparentemente non succede niente di straordinario.

Perché spesso sono proprio quelle che, dopo qualche anno, diventano straordinarie.

Il mio studio è cambiato, io sono cambiata e anche il mio modo di fotografare è diventato sempre più semplice e vicino a quello che sento davvero mio. Mi piacciono le immagini naturali, delicate, senza troppe cose intorno. Non voglio che un vestito, un set o un accessorio diventino più importanti delle persone che sto fotografando.

Che si tratti di maternity, newborn, Smash Cake, Natale o di un servizio fotografico di famiglia a Firenze, quello che cerco alla fine è sempre la stessa cosa: vorrei che guardando quelle fotografie tra qualche anno possiate riconoscervi.

Non soltanto pensare “che bella foto”.

Virginia che sistema un neonato sul pouf durante una sessione

Ma ricordare.

Ricordare quanto erano piccoli i vostri figli, come vi guardavate, come stavate insieme, com’era la vostra famiglia in quel preciso momento.

E forse, oggi che è il mio compleanno, è proprio questa la cosa a cui penso di più.

Il tempo passa comunque. Passa per i bambini, passa per le famiglie e passa anche per me.

Una fotografia non può davvero fermarlo.

Però può lasciarci qualcosa a cui tornare.

Ed è probabilmente il motivo per cui, dopo tutti questi anni, continuo ad amare così tanto questo lavoro.

Virginia Niccolucci
Fotografa di famiglia, maternity e bambini a Firenze

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